Titolo Electromagnetic hypersensitivity - an increasing challenge to the medical profession.
Rivista Rev Environ Health.
Numero 2015 Sep 15. pii: /j/reveh.ahead-of-print/reveh-2015-0012/reveh-2015-0012.xml. doi: 10.1515/reveh-2015-0012. [Epub ahead of print]
Autori Hedendahl L, Carlberg M, Hardell L.
Enti  
Link http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26372109
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Abstract

BACKGROUND

Nel 1970, una relazione della ex Unione Sovietica descrisse la "sindrome da microonde" nel personale militare, operante con apparecchiature radio e radar, che mostrava sintomi quali stanchezza, vertigini, mal di testa, problemi di concentrazione e di memoria, e disturbi del sonno. Sintomi simili erano stati trovati negli anni ottanta tra gli svedesi che lavoravano davanti a monitor a tubo catodico, con sintomi quali vampate di calore, bruciore e formicolio nella pelle, in particolare sul viso, ma anche mal di testa, vertigini, stanchezza, e fotosensibilità. Gli stessi sintomi sono stati riportati nei finlandesi, con l'elettrosensibilità elettromagnetica (EHS) attribuita a esposizioni a campi elettromagnetici. Particolare preoccupazione desta l'esposizione involontaria a radiofrequenza da diverse fonti. La maggior parte delle persone non è consapevole di questo tipo di esposizione, che non ha odore, colore o visibilità. Vi è una crescente preoccupazione che l'utilizzo di dispositivi senza fili quali computer portatili e iPad nelle scuole svedesi, che in alcuni casi hanno perfino abbandonato i libri di testo, aggraverà l'esposizione a campi elettromagnetici.

METODI:

Abbiamo esplorato la letteratura su aspetti differenti di EHS e dei potenziali effetti negativi sulla salute derivanti da radiazioni elettromagnetiche RF. Questo è esemplificato dalla descrizione dei casi di due studenti e di un insegnante che hanno sviluppato i sintomi di EHS in scuole che usavano Wi-Fi.

RISULTATI:

Nelle indagini sulla popolazione, la prevalenza di EHS oscilla dall'1.5% in Svezia al 13.3% a Taiwan. Studi di provocazione con campi elettromagnetici hanno dato risultati differenti, che spaziano da persone con EHS che non possono discriminare tra un segnale RF attivo e un placebo, a cambiamenti oggettivamente osservati a seguito di esposizione nella reazione della pupilla, cambiamenti de lritmo cardiaco, danni agli eritrociti, e alterazioni del metabolismo del glucosio nel cervello. I due studenti e l'insegnante dei casi riportati hanno mostrato sintomi analoghi a quelli menzionati sopra, quando si trovavano negli ambienti scolastici.

DISCUSSIONE:

L'Austria è l'unico paese con un suggerimento scritto in forma di linee guida per la diagnosi e il trattamento dei problemi di salute legati ai campi elettromagnetici. A parte tale caso, nel resto del mondo EHS non è riconosciuta come una diagnosi specifica, e non esiste alcun trattamento stabilito.

CONCLUSIONI:

Appare necessario dare una classificazione internazionale di malattia (International Classification of Diseases-ICD) a EHS per farla accettare come un problema di salute legato ai campi elettromagnetici. La crescente esposizione a radiazioni elettromagnetiche RF nelle scuole è motivo di grande preoccupazione e necessita di maggiore attenzione. Gli effetti sulla salute a lungo termine non sono noti. I genitori, gli insegnanti e i consigli scolastici hanno la responsabilità di proteggere i bambini dall'esposizione non necessaria.