Titolo Plant Responses to High Frequency Electromagnetic Fields
Rivista Biomed Res Int.
Numero 2016; 2016: 1830262
Autori
Enti 1Université d'Angers, Campus du Végétal, France
2Department of Plant and Microbial Biology, North Carolina State University, USA
3Université Blaise Pascal, France
4Institut Pascal, Université Blaise Pascal, France
5CNRS, France
Link http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26981524
Accesso http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4769733/pdf/BMRI2016-1830262.pdf

 

Abstract

 

I campi elettromagnetici in alta frequenza non ionizzanti, che sono sempre più presenti nell'ambiente, costituiscono una concreta pressione ambientale, in grado di generare risposte specifiche nelle piante, che condivide molte somiglianze con quelli osservati dopo un trattamento stressante alla stesse. Le piante costituiscono un modello eccezionale per studiare tali interazioni poichè la loro struttura (alta area superficiale in rapporto al volume) ottimizza l'interazione con l'ambiente. Nella presente rassegna, dopo aver individuato i principali dispositivi per l'esposizione (celle elettromagnetiche trasversali, guide d'onda e camere di riverberazione) e le leggi della fisica generale che governano le interazioni dei campi elettromagnetici con le piante, illustriamo alcune delle risposte osservate dopo l'esposizione a radiazioni elettromagnetiche in alta frequenza, su scala cellulare, molecolare e dell'intera pianta. Infatti, numerose attività metaboliche (metabolismo delle specie reattive dell'ossigeno, α- e β-amilasi, ciclo di Krebs, via dei pentoso fosfati, contenuto di clorofilla, emissione di terpene, etc.) vengono modificate, l'espressione genica alterata (calmodulina, protein-chinasi dipendente dal calcio e inibitori della proteinasi), e la crescita ridotta (lunghezza della radice e peso a secco) dopo un'esposizione a bassa dose di radiazioni elettromagnetiche in alta frequenza. Questi cambiamenti si verificano non solo nei tessuti esposti direttamente, ma anche in modo sistemico in tessuti distanti. Mentre l'impatto a lungo termine di questi cambiamenti metabolici rimane largamente sconosciuto, ci proponiamo di considerare le radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti in alta frequenza come un fattore ambientale non pregiudizievole che evoca prontamente cambiamenti nel metabolismo della pianta.