Titolo Evaluation of Specific Absorption Rate as a Dosimetric Quantity for Electromagnetic Fields Bioeffects
Rivista PLoS ONE
Numero PLoS ONE 8(6): e62663. doi:10.1371/journal.pone.0062663
Autori Panagopoulos DJ (1,2), Johansson O (3), Carlo GL (4)
Enti (1) Department of Biology, University of Athens, Athens, Greece,
(2) Radiation and Environmental Biophysics Research Centre, Athens, Greece,
(3) Experimental Dermatology Unit, Department of Neuroscience, Karolinska Institute, Stockholm, Sweden,
(4) The Science and Public Policy Institute, Institute for Healthful Adaptation, Washington, USA
link http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0062663
Accesso http://www.plosone.org/article/fetchObject.action?uri=info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0062663&representation=PDF

 

 

Abstract

Scopo

Valutare il SAR (Specific Absorption Rate - Tasso Specifico di Assorbimento) come una quantità dosimetrica per i bioeffetti provocati da CEM, e identificare modalità per aumentare la precisione nella dosimetria CEM e la valutazione della bioattività.

Metodi

Discutiamo l'interazione delle onde elettromagnetiche artificiali con la materia biologica e calcoliamo l'energia trasferita a uno ione libero singolo all'interno di una cellula. Analizziamo la fisica e la biologia del SAR e valutiamo i metodi per la sua stima. Discutiamo la non-linearità sperimentalmente osservata tra le esposizioni elettromagnetiche e gli effetti biologici.

Risultati

Troviamo che: a) L'energia assorbita dalla materia vivente durante l'esposizione a CEM tipici nell'ambiente è normalmente molto al di sotto del livello termico. b) Tutti i metodi esistenti per la stima del SAR, specialmente quelli basati sulla conducibilità dei tessuti e sui campi elettrici interni, hanno serie deficienze. c) L'unico metodo per stimare il SAR senza grandi errori è dato dalla misura degli aumenti di temperatura all'interno del tessuto biologico, che normalmente sono trascurabili per le intensità tipiche ambientali dei CEM, e di conseguenza non sono misurabili.

Conclusioni

Il SAR normalmente si riferisce agli effetti termici, mentre la preponderante maggioranza di effetti biologici tracciati a causa di radiazioni ambientali artificiali non-ionizzanti sono non-termici.

Perfino nell'ipotesi in cui il SAR potesse essere accuratamente stimato per un intero tessuto, organo, corpo, l'effetto biologico/sulla salute é determinato dalle minime quantità di energia/potenza assorbite da specifiche biomolecole, che non possono essere calcolate. Inoltre, l'effetto biologico/sulla salute dipende da parametri del campo non presi in considerazione dal calcolo del SAR. Di conseguenza, il SAR non dovrebbe essere usato come una quantità dosimetrica primaria, ma usato solo come una misura complementare, riportando sempre il metodo per la stima e l'errore corrispondente.

L'intensità della radiazione/campo insieme con parametri fisici aggiuntivi (come la frequenza, la modulazione, ecc.) che possono essere direttamente e in ogni caso più accuratamente misurati sulla superficie dei tessuti biologici, dovrebbero costituire la misura primaria per le esposizioni a CEM, nonostante una analoga incertezza nel predire gli effetti biologici a causa di fenomeni di non linearità.