Titolo Electrosmog and species conservation
Rivista Sci Total Environ.
Numero 2014 Aug 1;496C:314-316
Autori Balmori A.
Enti Consejería de Medio Ambiente, Valladolid, Spain
Link http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25089692
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Abstract

 

Nonostante l'uso diffuso di reti telefoniche senza fili in tutto il mondo, le autorità e i ricercatori hanno prestato poca attenzione ai potenziali effetti nocivi delle radiazioni della telefonia cellulare sulla fauna selvatica. Questo articolo passa brevemente in rassegna le informazioni scientifiche disponibili su questo argomento e raccomanda ulteriori studi e specifiche linee di ricerca per confermare o confutare i risultati sperimentali raggiunti fino ad oggi. Devono essere introdotti controlli e la tecnologia resa sicuri per l'ambiente, in particolare per le specie minacciate.

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Conclusioni

Attualmente, vi sono fondati motivi per ritenere che le radiazioni a microonde costituiscano un pericolo per l'ambiente e la salute. E' necessario aprire linee specifiche di ricerca per confermare o smentire i risultati sperimentali citati sopra, in quanto risultati simili sono stati ottenuti in studi con bovini (Hässig et al., 2014) ed esseri umani (Khurana et al - Dode et al., 2010. 2011 e Gómez-Perretta et al., 2013), anche se alcuni rapporti governativi hanno negato che la radiazione elettromagnetica abbia effetti negativi sulla salute umana (ad es. ARPANSA, 2014). La radiazione elettromagnetica è tra i potenziali inquinanti con la capacità di influenzare negativamente la fauna selvatica. Si tratta quindi di una nuova area di indagine meritevole di finanziamento immediato e di ricerca (Levitt e Lai, 2010). Nonostante la sua notevole espansione negli ultimi venti anni, il tasso di attività scientifica sugli effetti delle emissioni ddelle antenne di telefonia mobile sulla fauna selvatica è stata trascurabile in confronto a temi quali strade, linee elettriche o turbine eoliche. I pochi studi che sono stati condotti riguardano l'impatto delle collisioni (Longcore et al., 2012 e Longcore et al., 2013), ma non il secondo problema significativo associato con le antenne di telefonia che coinvolge gli effetti da radiazione elettromagnetica non ionizzante Stati Uniti Dipartimento dell'Interno, 2014). Per quanto rguarda l'esposizione ai campi elettromagnetici, è necessario osservare il principio di precauzione chee dovrebbe essere applicato per proteggere le specie dagli effetti non termici ambientali (Zinelis, 2010). Dovrebbero essere introdotti controlli e la tecnologia resa sicura per l'ambiente, dal momento che questo nuovo inquinante onnipresente e invisibile potrebbe vanificae gli sforzi dedicati alla conservazione delle specie.