Le principali norme che sono state definite a vario titolo e su diverse scale da diversi organismi governativi e non sono passate in rassegna in questa sezione.

Nella trattazione, si parte dalle norme su scala internazionale, fino a indicare - su scala locale - i regolamenti vigenti nei comuni siciliani che se ne sono dotati.

A livello internazionale, non c'è omogeneità nelle norme a protezione dalle radiazioni ionizzanti: il blocco dei paesi occidentali ha storicamente posto dei limiti basati solo sulla protezione da effetti termici, mentre il blocco dei paesi sovietici e la Cina hanno delle norme molto più restrittive.

Nell'Unione Europea, esiste una raccomandazione specifica varata nel 1999, che a differenza delle direttive, non è vincolante, ma indica solo una linea guida per ogni paese dell'unione. Questa raccomandazione è allineata con i dettami delle linee guida ICNIRP, utilizzati anche in USA e altre nazioni del blocco occidentale. Ogni stato membro europeo è però libero di definire delle norme nazionali a protezione della popolazione, secondo i dettami del trattato europeo. Ad esempio, in Italia, le norme in vigore sono più restrittive della raccomandazione europea, anche se ci sono stati e continuano ad esserci vari tentativi per rilassare queste norme nazionali.

A livello nazionale, è stata tolta la potestà alle singole regioni italiane o ad altri enti locali di definire dei valori limite di esposizione più restrittivi di quelli stabiliti per l'intera territorio statale. Le regioni hanno la possibilità di occuparsi di alcune previste competenze, come ad esempio realizzare e gestire un catasto pubblico delle sorgenti, anche tramite apposite leggi regionali. I singoli comuni hanno la prerogativa (usata in pratica solo in pochi casi) di stabilire dei piani di localizzazione per la determinazione del collocamento migliore delle sorgenti, ponendo degli obiettivi di minimizzazione del livello di esposizione collettiva della popolazione residente.