Fino al 2001, la normativa legislativa concernente sia la costruzione di elettrodotti che la protezione dalle radiazioni elettromagnetiche é riassunta di seguito:

Bassa frequenza

Legge 28 Giugno 1986 n. 339, "Nuove norme per la disciplina della costruzione e dell'esercizio di linee elettriche aeree esterne"

Decreto ministeriale 21 Marzo 1988 n. 440, "Approvazione delle norme tecniche per la progettazione, l'esecuzione e l'esercizio delle linee aeree esterne"

Decreto interministeriale 21 Marzo 1988, n. 449, "Approvazione nelle norme tecniche per la progettazione, l´esecuzione e l´esercizio delle linee elettriche aeree esterne"

Decreto Interministeriale 16 Gennaio 1991, "Aggiornamento delle norme tecniche per la disciplina della costruzione e dell´esercizio di linee aeree esterne" (G.U. Serie Generale del 16/01/1991 n.40)

D.P.C.M. 23 Aprile 1992, "Limiti massimi di esposizione al campo elettrico e magnetico generati alla frequenza indistriale nominale (50 Hz) negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno": fissa limiti per l'esposizione della popolazione ai campi elettrici e magnetici generati dagli elettrodotti, attuato con D.P.C.M. 28 Settembre 1995; - abrogato da Luglio 2003

D.P.C.M. 28 Settembre 1995, "Norme tecniche procedurali di attuazione del D.P.C.M. 23/04/92 relativamente agli elettrodotti", G.U. 4 ottobre 1995, n. 232  - abrogato da luglio 2003

 


Breve commento: prima dell'Aprile 1992, gli elettrodotti venivano costruiti osservando una distanza minima dal terreno e dagli edifici dipendente dalla tensione di esercizio, atta a evitare essenzialmente fenomeni di scarica elettrica per superamento del limite di rigidità dielettrica (cioé quando si supera un determinato valore di campo elettrico, in presenza di masse vicine con tensioni molto diverse). La legge del 1986 e il DM di attuazione del 1998 rimandano alla normativa CEI 11-4 per gli adempimenti di natura tecnica. Tale norma classifica le linee aeree in quattro classi:

Classe 0:  Linee telefoniche, telegrafiche, di segnalazione o comando a distanza.

Classe I:   Linee di trasporto o distribuzione di energia elettrica con tensione nominale inferiore o uguale a 1000 V.

Classe II:  Linee di trasporto o distribuzione di energia elettrica con tensione nominale superiore a 1000 V ma inferiore o uguale a 30 kV.

Classe III: Linee di trasporto o distribuzione di energia elettrica con tensione nominale superiore a 30 kV.

Nel decreto del 1991 vengono per la prima volta citati "possibili effetti sulla salute derivanti dai campi elettromagnetici prodotti dalle linee elettriche aeree".

Con il DPCM del 1992 vengono introdotti per la prima volta dei limiti massimi di esposizione a campo elettrico e magnetico. Le intensità massime di campo elettrico e di induzione magnetica "in aree o ambienti in cui si possa ragionevolmente attendere che individui della popolazione trascorrano una parte significativa della giornata" sono:

Campo elettrico Induzione magnetica
5 kV/m 100μT

I limiti sono più alti nel caso "in cui l'esposizione sia ragionevolmente limitata a poche ore al giorno", come segue:

Campo elettrico Induzione magnetica
10 kV/m 1 mT

Inoltre, il DPCM del 1992 fissava nuove distanze minime tra i conduttori delle linee aeree e i "fabbricati adibiti ad abitazione o ad altra attività che comporta tempi di permanenza prolungati":

132 kV 220 kV 380 kV
10 m 18 m 28 m
Nella guida tecnica pubblicata con il DPCM del 1995,per il risanamento degli elettrodotti esistenti non in regola con il DPCM del 1992, si specifica che bisogna attenersi ai valori limite di campo elettrico e induzione magnetica, non alle distanze minime.

Alta frequenza

D.M. 10 Settembre 1998 n. 381, "Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana", che fissa i valori limite di esposizione della popolazione ai campi

Linee guida 01/09/1999, attuazione del Decreto Ministeriale 381/1998

Guida Tecnica per la misura dei campi elettromagnetici compresi nell'intervallo di frequenza 100kHz-3GHz in riferimento all'esposizione della popolazione - ANPA (Agenzia Nazionale Protezione dell'Ambiente)

Il Decreto Ministeriale 10 Settembre 1998 n. 381 introduce, per la prima volta, una regolamentazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici generati da impianti fissi per telecomunicazioni nell’intervallo di frequenza compreso tra 100 kHz e 300 GHz. I limiti ed i valori di cautela introdotti costituiscono i tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana e appaiono finalizzati a tutelare la salute umana dalla esposizione ai campi elettromagnetici e a contenere i livelli ambientali di inquinamento elettromagnetico, specialmente quando l’esposizione assume carattere di continuità. Le Regioni e le Province autonome assumono un ruolo di primaria importanza in questo contesto, in quanto responsabili dell’emanazione dei regolamenti e delle linee guida che fissano modalità e tempi per effettuare il risanamento degli impianti non in regola, della previsione di eventuali obiettivi di qualità, nonché dell’attribuzione dei compiti di controllo e vigilanza sul territorio che, in ultima analisi, assicurano il rispetto delle norme introdotte.