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EHS

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Riceviamo da PowerWatch UK e volentieri pubblichiamo questa notizia, da noi tradotta in italiano.

Il Comitato Europeo Economico e Sociale (European Economic and Social Committee - EESC) ha tenuto il 4 Novembre 2014 un'audizione pubblica sul tema dell'Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS/ES), che ha contato circa 50 partecipanti, seguita da un meeting del gruppo di lavoro nel pomeriggio per confrontarsi sul modo migliore di procedere sulla questione EHS. L'idea dell'udienza è stata evidentemente del comitato, sottoposta da Bernardo Hernández Bataller. Il gruppo ritiene che la Commissione Europea dovrebbe prestare maggiore attenzione a questo problema.

Chi è l'EESC?

Si tratta di un organo consultivo dell'Unione europea che funge da ponte tra l'Europa e la società civile organizzata. "Il Parlamento Europeo, il Consiglio e la Commissione europea sono assistiti da un Comitato economico e sociale e da un Comitato delle regioni, che svolgono funzioni consultive." (Trattato sull'Unione europea, articolo 13.4). Si tratta di un'assemblea di 353 membri che rappresentano la società civile dei 28 Stati Membri dell'UE. I membri sono nominati per un mandato di cinque anni rinnovabile da parte del Consiglio dei ministri sulla base di elenchi redatti dai governi nazionali. Invia le sue opinioni al Parlamento UE, la Commissione e il Consiglio europei.

 

Quello che stanno dicendo fino ad ora:

L'Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS) sta causando disagio e la perdita della qualità della vita per un numero crescente di cittadini europei. Le fonti più comuni di inquinamento da radiazioni elettromagnetiche (EMR) sono le antenne di telefonia mobile, i telefoni cordless e i router Wi-Fi installati nelle case. Questi emettono microonde in modo permanente (24/7) nei luoghi in cui sono installati.

Ogni giorno il numero di chi soffre di EHS aumenta, e spesso tali persone hanno a che fare con lo scetticismo di medici e con diagnosi errate. Secondo nuove stime, tra il 3% e il 5% della popolazione è elettrosensibile, il che significa che circa 13 milioni di europei possono soffrire di questa sindrome, che ha vari nomi (elettrosensibilità, sindrome da Wi-Fi, sindrome da microonde, ipersensibilità elettromagnetica, ecc.).

A partire dalla sua opinione sulla direttiva GSM UE (TEN/308), nel 2008, il Comitato si è occupato della protezione continua del pubblico contro le radiazioni elettromagnetiche derivanti dalle comunicazioni elettroniche, come l'utilizzo di internet e di altri elettrodomestici presenti nella società dell'informazione.

Come parte del lavoro per produrre l'opinione, saranno consultate le autorità locali, i servizi di trasporto, come pure i centri culturali sulle loro pratiche relative all'installazione di dispositivi wireless. Nel corso degli ultimi sviluppi tecnologici, anche gli apparati WiMax (simili al Wi-Fi ma di lungo raggio) hanno iniziato a emettere inquinamento elettromagnetico costante. L'opinione potrebbe anche raccomandare maggiori sforzi a livello comunitario, nazionale, regionale e locale per identificare, minimizzare e prevenire l'esposizione sia a casa che nei luoghi di lavoro, permettendo ai cittadini di vivere in luoghi liberi da inquinamento elettromagnetico, le cosiddette aree bianche. Il Comitato EESC può agire come un consulente di fiducia nei confronti di tali soggetti ai quali raccomanda uno sforzo.

Qual'è il cronoprogramma?

4-Nov-2014: Inizio lavoro
5-Dic-2014: Bozza preliminare di parere
7-Gen-2015: Bozza di parere
21-22-Gen-2015: Parere plenario


 

Powerwatch:

Siamo lieti di questa iniziativa che prende sul serio le questioni di EHS all'interno dell'Europa. Sia Powerwatch che altre organizzazioni su EMR e EHS sono state colte di sorpresa, avendo sentito parlare di questo incontro solo 9 giorni prima che accadesse. Il chhe ha portato a un gran numero di e-mail e chiamate telefoniche per capire chi avesse il tempo (etc.) di essere presente e di presentare informazioni all'audizione. In qualche modo, l'organizzazone aveva omesso di invitare una dei tanti gruppi ES/EHS in Europa. Riteniamo che questo sia stato un errore in buona fede piuttosto che un tentativo per tenerci lontano!

Sono state fatte brevi presentazioni, da parte delle seguenti persone, sul perchè l'Unione europea dovrebbe occuparsi di EHS, e l'approccio migliore da usare.

Le presentazioni sono state seguite da un dibattito con il pubblico e le note del relatore portate alla riunione pomeridiana del gruppo di studio del Comitato EESC sul ipersensibilità elettromagnetica.

Il Prof. Olle Johansson si è concentrato sulla differenza tra il trattamento di EHS come una menomazione funzionale, come in Svezia, rispetto a quello di malattia, ed è stato molto eloquente e ha fornito ottimi elementi, non proprio sui campi elettromagnetici come tali quanto sull'approccio della comunità riguardo alle disabilità e l'eguaglianza - che è il punto di vista che il Comitato EESC sta seguendo - cioè come prevenire l'esclusione sociale a causa dell'onnipresente elettrosmog oggi presente intorno a noi.

Molte persone in quella sede hanno asserito la posizione "c'è abbondante evidenza per concludere che l'inquinamento elettromagnetico causa EHS" ma il dibattito è stato meno colorito di quanto accada frequentemente. Tuttavia, al termine due persone dell'industria della telefonia mobile (MMF) hanno accusato un partecipante pro-precauzione di travisamento, ma hanno anche incredibilmente sostenuto che non c'è nessun beneficio nel ridurre l'esposizione poichè i livelli di esposizione esistenti sono al 100% sicuri. Non si può applicare il principio di precauzione perchè già non c'è alcun rischio, e non si può etichettare le apparecchiature con i valori di emissione perchè sono già "sicuri" e non si può realizzare il "più sicuro del sicuro" (citazione diretta). Ciò, prevedibilmente e comprensibilmente ha provocato qualche reazione di altre persone, ma l'incontro aveva esaurito il tempo e non si è continuata la discussione.

Così, per la maggior parte del tempo, le principali questioni in gioco sono state l'esplorazione delle misure appropriate da prendere, e come farlo in maniera costruttiva, escludendo alcuni estremi. C'è stata una discussione arcana ma probabilmente molto importante circa cosa i vari articoli dei vari trattati consentono all'Europa di fare; in linea di massima, la Commissione o le voci vicine alla Commissione sostenevano che le responsabilità spettano agli Stati membri, ma altre persone dicevano che c'è molto di più che l'Europa può fare, per esempio usare le regole del mercato unico per  richiedere disposizioni unificate sugli apparecchi, o richiedere consultazione pubblica, che essa ha promosso in altre aree. Sembra esserci un po' di speranza che la Commissione possa effettivamente produrre qualcosa di abbastanza equilibrato, nel senso che sembrano essere consapevoli sia della quantità di interesse pubblico e della gravità del problema per chi soffre, che anche della necessità di proporzionalità e di senso del reale; ma la "proporzionalità" per un individuo può essere il "disgraziato fallimento nell'attuare un'azione sufficiente" e per un altro il "gettare la scienza sull'onda di una reazione isterica", quindi dovremo vedere quello che fanno. Tuttavia, ci vorrà parecchia persuasione per generare qualunque nuova azione, a meno che i loro processi ( principalmente SCENIHR) diano loro una giustificazione o una spinta, che appare improbabile.

 Riferimenti:

[1] Powerwatch News 4/11/2014: "Europe starts to take EHS/ES seriously"

[2] Comitato europeo EESC, pagina web EHS

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