stazione radio baseLa Settima Camera del Tribunale del Lavoro regionale del Paranà (TRT-PA) ha decretato il pagamento di un indennizzo per un tecnico di Curitiba che ha lavorato per quindici anni nella manutenzione delle torri telefoniche sviluppando un raro tipo di cancro alle ossa. Le antenne non venivano spente durante l'esecuzione della manutenzione.

L'azienda Nokia Solutions and Networks Telecommunications do Brasil Ltd, ex Siemens SA, dovrà pagare R$ 250000 in danni più una rendita vitalizia corrispondente al 50% della sua ultima retribuzione. La decisione può ancora essere impugnata. Il tecnico ha iniziato a lavorare per la compagnia nel mese di Agosto del 1986 e per oltre 15 anni ha condotto verifiche, riparazioni e installazioni nelle torri di telefonia della società. Nel 2002, gli è stato trovato un tumore nella coscia destra, che è stato diagnosticato come condrosarcoma, un raro tipo di cancro alle ossa. Ha subìto diversi interventi chirurgici, ma è stato messo in pensione a causa della disabilità, all'età di 37 anni. Gli altri tre colleghi di lavoro hanno sviluppato lo stesso tipo di cancro e sono morti all'età di 28, 39 e 45 anni. Il tecnico ha intentato una causa contro la società alla 15° corte di Curitiba sostenendo che i loro problemi di salute potrebbero essere stati causati dal contatto diretto delle onde elettromagnetiche irradiate dalle torri di telefonia.

 

A parere del giudice di primo grado non vi erano prove sufficienti per stabilire un nesso causale tra il tipo di lavoro e la malattia, dal momento che il cancro può avere molteplici cause, come la dieta e i farmaci, tra gli altri fattori. Il lavoratore ha proposto ricorso, sostenendo che l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro (IARC) ha classificato l'esposizione ai campi elettromagnetici come possibili cancerogeni per l'uomo. Nella loro analisi, i giudici della settima sezione hanno dato ragione al lavoratore, osservando che una perizia presentata da un esperto ha presentato informazioni della letteratura medica collegando le radiazioni elettromagetiche con fenomeni cellulari e genetici che promuovono il cancro. Hanno anche capito che la società ha sbagliato nell'omettere la prevenzione e il monitoraggio dei rischi, oltre a non essersi preoccupata del controllo dell'esposizione a radiazioni del lavoratore. "Considerando il fatto e le prove insieme, si ritiene che le attività lavorative eseguite dal dipendente abbiano contribuito allo sviluppo della sua malattia (concausa), lasciando configurato il nesso di causalità. Resta configurata la colpa della difesa, visto che non ha previsto uno sviluppo del lavoro senza rischi alla salute del vostro dipendente," recita il testo della sentenza, che ha ordinato alla società di pagare una rendita vitalizia mensile in aggiunta ai danni morali.

Riferimenti:

[1] http://www.mreengenharia.com.br/noticias_nokia.php

[2] http://www.gigaherz.ch/krebskranke-antennentechniker/