Titolo Review of the epidemiologic literature on EMF and Health
Rivista Environmental Health Perspectives
Numero 2001 Dec;109 Suppl 6:911-33
Autori Anders Ahlbom,1 Elisabeth Cardis,2 Adele Green,3 Martha Linet,4 David Savitz,5 and Anthony Swerdlow6 (ICNIRP committee)
Enti 1Institute of Environmental Medicine, Karolinska Institutet, Stockholm, Sweden; 2International Agency for Research on Cancer, Lyon, France;
3Epidemiology and Population Health Unit, The Queensland Institute of Medical Research, Brisbane, Australia; 4Division of Cancer
Epidemiology and Genetics, National Cancer Institute, Bethesda, Maryland, USA; 5Department of Epidemiology, School of Public Health,
University of North Carolina at Chapel Hill, Chapel Hill, North Carolina, USA; 6Section of Epidemiology, Institute of Cancer Research, Sutton,
Surrey, United Kingdom
Link http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11744509
Accesso http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1240626/pdf/ehp109s-000911.pdf

Abstract

Le esposizioni a campi elettrici e magnetici ELF emanati dalla generazione, trasmissione e uso dell'elettricità giocano un ruolo ubiquitario nella vita moderna. La preoccupazione riguardante effetti potenzialmente avversi sulla salute è stata inizialmente sollevata da un report epidemiologico due decenni fa a Denver a proposito di cancro infantile. Abbiamo passato in rassegna la voluminosa letteratura epidemiologica attuale su campi elettromagnetici e malattie croniche e abbiamo concluso quanto segue: a) La qualità degli studi epidemiologici sull'argomento é migliorata col tempo e vari dei recenti studi sulla leucemia infantile e sul cancro associato all'esposizione occupazionale sono vicini al limite di quanto può realisticamente essere conseguito in termini di dimensioni dello studio e di rigore metodologico. b) la valutazione dell'esposizione é una particolare difficoltà della epidemiologia EMF, in vari ambiti: i) L'esposizione é impercettibile, ubiquitaria, ha sorgenti multiple e possono variare grandemente nel tempo e con piccole distanze. ii) Il periodo di esposizione di rilevanza é prima della data per la quale le misurazioni possono essere realisticamente ottenute e di durata e periodo di induzione ignote. iii) La metrica appropriata dell'esposizione non é conosciuta e non ci sono dati biologici dal quale ricavarla. c) in assenza di evidenza sperimentale e date le incertezze metodologiche nella letteratura epidemiologica, non c'é nessuna malattia cronica per la quale una relazione eziologica con EMF possa essere considerata come confermata. d) C'é stata una grande quantità di dati di alta qualità per il cancro infantile, e anche per la leucemia adulta e tumore cerebrale in relazione all'esposizione occupazionale. Tra gli esiti valutati negli studi epidemiologici, la leucemia infantile in relazione con l'esposizione postnatale sopra 0.4 microT é quella per la quale c'é la maggiore evidenza di una associazione. Il rischio relativo é stato stimato a 2.0 (95% di limite di confidenza: 1.27-3.13) in una grande analisi pooled. E' improbabile che sia dovuta al caso ma, potrebbe essere, in parte, dovuta a bias. Questo é difficile da dire in assenza di un meccanismo o un supporto sperimentale riproducibile. Sulla base delle scoperte epidemiologiche, l'evidenza mostra una associazione di sclerosi laterale amiotrofica con l'esposizione occupazionale sebbene i fattori confondenti possono essere una potenziale spiegazione. Il cancro al seno, le malattie cardiovascolari e il suicidio e la depressione rimangono non risolti.